Significato pleonastici: sinonimi, contrari, frasi ed esempi

La parola “pleonastici” deriva dal greco “pleonasmos” che significa “esagerazione” e descrive l’uso di parole ripetitive o superflue che non aggiungono significato al discorso.

Il significato di pleonastici è strettamente legato alla comunicazione, poiché l’uso di parole inutili o ripetitive può rallentare il flusso della conversazione e persino ostacolare la comprensione del messaggio. La presenza di pleonasmi può essere considerata un difetto di linguaggio e, a volte, è indicativa di una mancanza di attenzione e cura nella comunicazione.

È importante distinguere tra l’uso di parole ripetitive a fini stilistici e l’abuso di pleonasmi. Ad esempio, in poesia o nella letteratura, l’uso di parole ripetitive può creare un effetto musicale o ritmico piacevole e persino sottolineare un’idea o un concetto. Tuttavia, se l’uso di parole ripetitive diventa eccessivo, può diventare fastidioso e persino irritante per il lettore o l’ascoltatore.

Ci sono molti esempi di pleonasmi nella lingua italiana. Ad esempio, “salire su” è un pleonasmo, poiché la parola “su” è già contenuta nella parola “salire”. Altri esempi comuni includono “entrare dentro”, “uscire fuori”, “ridere di gioia”, “piangere lacrime” e “scendere giù”.

Per evitare l’uso di pleonasmi, è importante prestare attenzione alla propria comunicazione e cercare di esprimersi in modo chiaro e preciso. Inoltre, anche l’ascoltare attivamente può aiutare a individuare l’uso di parole ripetitive o inutili nella conversazione.

In conclusione, il significato di pleonastici è legato all’uso di parole ripetitive o inutili nella comunicazione. L’abuso di pleonasmi può rallentare il flusso della conversazione e persino ostacolare la comprensione del messaggio. Per evitare l’uso di pleonasmi, è importante prestare attenzione alla propria comunicazione e cercare di esprimersi in modo chiaro e preciso.

Sinonimi di pleonastici

Ecco alcuni sinonimi della parola pleonastici:

1. Redondanti: parole o espressioni che aggiungono informazioni superflue.
2. Verbosi: un linguaggio prolisso e prolungato che ripete le stesse informazioni.
3. Superflui: parole o espressioni che non sono necessarie per il significato della frase.
4. Ridondanti: parole o espressioni ripetitive che non aggiungono nulla al messaggio.
5. Ripetitivi: parole o espressioni che sono state usate più volte senza motivo.
6. Superabbonati: parole o espressioni che sono utilizzate in modo eccessivo e ripetitivo.

I suoi contrari

1. Sintetici: utilizzano poche parole per esprimere un concetto.
2. Essenziali: parole o espressioni necessarie per il significato della frase.
3. Concisi: comunicano in modo chiaro e preciso senza utilizzare parole inutili.
4. Brevi: frasi o parole che sono state ridotte al minimo necessario per il messaggio.
5. Precisi: comunicano il messaggio in modo accurato senza usare parole ripetitive.
6. Chiari: comunicano in modo comprensibile e senza ambiguità.

Frasi con la parola pleonastici ed esempi

1. Non c’è bisogno di dire “salire su”, perché la parola “su” è già implicita nella parola “salire”, e quindi l’uso di “su” in questo caso è pleonastico.
2. “Entrare dentro” è un esempio di pleonasmo, poiché la parola “dentro” è già contenuta nella parola “entrare”, quindi basta dire “entrare” per indicare l’azione completa.
3. L’uso ripetitivo di parole come “in realtà” o “in effetti” può essere considerato pleonastico, poiché queste espressioni non aggiungono altro significato alla frase e possono rallentare la comunicazione.

Marco Romano